Basilicata: Regione assente, raccoglitori tartassati. Quando l’amministrazione scappa dal confronto

In Basilicata la tartuficoltura non è solo una risorsa naturale: è lavoro, reddito, presidio del territorio e cultura rurale. Eppure, ancora una volta, chi vive di tartufo si ritrova ostaggio di una gestione amministrativa opaca, dilatoria e profondamente distante dalla realtà dei raccoglitori.

La denuncia arriva dall’Amscil – Associazione Micologica della Cultura Idnologica Lucana, che parla senza mezzi termini di Regione assente e di raccoglitori tartassati da tasse e burocrazia.

Un tavolo fondamentale fatto saltare all’ultimo minuto

Il 18 dicembre 2025 era stato convocato un tavolo di conciliazione dal Rocco Fuina, Difensore Civico Regionale. Un incontro tutt’altro che simbolico: sul tavolo c’erano questioni che incidono direttamente sulla vita economica dei cavatori di tartufo.

In particolare:

  • la legittimità del doppio versamento della tassa di concessione regionale,

  • la sospensione dell’attività di raccolta in caso di ritardo nel pagamento, anche per meri disguidi burocratici.

Temi seri, urgenti, che richiedevano risposte chiare.

E invece?
Il dirigente dell’Ufficio Foreste della Regione Basilicata, Rocco Luigi Capobianco, ha comunicato la propria indisponibilità a meno di 24 ore dall’incontro, nonostante la convocazione fosse partita il 4 dicembre.

Una tempistica che solleva più di un dubbio.

Assenza istituzionale o fuga dal confronto?

La giustificazione ufficiale parla di “precedenti impegni istituzionali”. Ma la domanda è legittima:
se questi impegni erano già noti, perché comunicarli dopo 13 giorni e all’ultimo momento?
E soprattutto: perché un impegno alle 15:00 rende impossibile partecipare a un tavolo fissato alle 16:30?

Qui il problema non è l’agenda.
Il problema è il metodo.

Quando un dirigente pubblico evita sistematicamente il confronto su temi scomodi, non siamo più davanti a un disguido: siamo davanti a una scelta politica e amministrativa precisa.

Trasparenza negata, diritti congelati

La questione non nasce oggi. Il Difensore Civico aveva già chiarito, con nota del 16 settembre 2025, che il diniego di accesso agli atti della Commissione d’esame era “non condivisibile”, riconoscendo all’Amscil un interesse diretto e qualificato.

Nonostante ciò, l’Ufficio Foreste ha continuato a:

  • negare documenti,

  • rinviare chiarimenti,

  • sottrarsi al contraddittorio.

Nel frattempo i raccoglitori restano:

  • costretti a pagare tasse forse non dovute,

  • sotto la minaccia di blocchi dell’attività per meri ritardi amministrativi,

  • senza certezze normative.

Questo non è buon governo.
È amministrazione difensiva, che si chiude a riccio invece di risolvere i problemi.

Le parole contro i fatti

Fa ancora più rumore il contrasto tra la realtà e la narrazione pubblica.
Ai microfoni della Tgr Basilicata si parla di dialogo, collaborazione, procedure aperte. Nei fatti, però, il dialogo viene evitato e gli organismi di garanzia ignorati.

È il classico paradosso italiano:
si invoca la partecipazione, ma si diserta il tavolo;
si promette trasparenza, ma si chiudono i cassetti.

Il tartufo non può essere gestito così

Il patrimonio tartuficolo lucano non è una pratica da ufficio. È un ecosistema complesso che richiede:

  • competenza scientifica,

  • rispetto delle associazioni di settore,

  • regole chiare e applicabili,

  • dialogo continuo con chi opera sul territorio.

Quando l’amministrazione diventa un muro, a pagarne il prezzo non sono solo i raccoglitori, ma l’intero territorio.

Basta ostruzionismi

La richiesta dell’Amscil è semplice e sacrosanta:

  • esibire immediatamente gli atti richiesti,

  • chiarire una volta per tutte la questione delle tasse,

  • garantire che nessun raccoglitore venga penalizzato per colpe non sue,

  • ripristinare un confronto reale con gli organi di garanzia.

La Basilicata ha bisogno di istituzioni presenti, non di sedie vuote.
Perché il tartufo è una risorsa.
Ma senza rispetto, trasparenza e dialogo, diventa solo l’ennesima vittima della cattiva amministrazione.

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