Tartufo D’Oro 2026: Adriano Sala Conquista Moncalvo Con Un Bianco Da 285gr. Tutti I Premiati

Il trifulau di Mombello sale sul gradino più alto del podio grazie a uno splendido esemplare trovato insieme alla sua Leda. Sfide combattute anche nelle categorie riservate ai commercianti e ai cercatori. Una competizione segnata dalla scarsità di prodotto e da quotazioni elevate.

MONCALVO (ASTI) – Il verdetto è arrivato: il Tartufo d’Oro 2026 porta il nome di Adriano Sala.

La 72ª Fiera Nazionale del Tartufo di Moncalvo ha incoronato il suo protagonista. A conquistare il riconoscimento più ambito della prima giornata è stato il trifulau di Mombello, capace di presentare alla giuria un tartufo bianco da 285 grammi, risultato vincente in una competizione che ha richiamato cercatori e commercianti del territorio.

Un successo che porta anche la firma di una compagna di squadra a quattro zampe: Leda, cagnolina di cinque anni, protagonista del ritrovamento nei boschi della Valcerrina.

E proprio dietro questo successo si nasconde un curioso episodio. Travolto dall’entusiasmo per la scoperta, Sala ha raccontato di aver accidentalmente staccato un pezzetto del tartufo. Senza quell’inconveniente, il peso avrebbe potuto essere ancora maggiore.

Un piccolo incidente di percorso che non ha impedito alla coppia di conquistare il prestigioso riconoscimento.

La sfida degli esemplari singoli: Rabachin e Lagaren sul podio

Alle spalle del vincitore, nella categoria riservata ai singoli esemplari, si sono distinti altri due concorrenti.

Giuseppe Rabachin, di Scurzolengo, ha conquistato la seconda posizione con un tartufo da 110 grammi, mentre Giovanni Lagaren, di Caluso, si è aggiudicato il terzo posto presentando un esemplare da 112 grammi.

Una classifica che dimostra come il giudizio della commissione non sia riconducibile esclusivamente al peso, ma tenga conto anche di ulteriori caratteristiche degli esemplari in gara.

Commercianti: Alessandro Denaro detta il passo

La competizione è proseguita nella sezione dedicata ai piatti di tartufi presentati dai commercianti, una categoria distinta da quella dei singoli esemplari.

A imporsi è stato Alessandro Denaro di Torino, con una selezione dal peso complessivo di 360 grammi.

Seconda posizione per Ama Tartufi di Moncalieri, con 338 grammi, mentre tra i premiati figura anche Il Bosco Magico di Fossano, con un piatto dal peso complessivo di ben 1.022 grammi.

Una sfida nella quale la valutazione della giuria va oltre il semplice dato sulla bilancia: ogni selezione rappresenta un insieme di esemplari sottoposti al giudizio della commissione.

Categoria trifulau: Isolino Inquartana conquista il primo posto

Nella sezione riservata ai piatti presentati dai cercatori, il successo è andato a Isolino Inquartana di Calliano, primo classificato con una selezione da 310 grammi.

Alle sue spalle si è piazzato Giovanni Ronzano di Costigliole d’Asti, secondo con 200 grammi.

Terza posizione per Rabachin, con un piatto da 190 grammi.

Una categoria particolarmente significativa, perché porta sul palcoscenico della manifestazione il lavoro dei trifulau, protagonisti quotidiani della ricerca nei boschi.

Quattro chili in concorso: la scarsità si fa sentire

Accanto all’aspetto competitivo, la manifestazione ha offerto anche un’indicazione sull’andamento della stagione tartuficola.

Secondo quanto riportato dalla testata Vita Casalese, alla competizione sono stati presentati complessivamente circa quattro chilogrammi di tartufi.

Un quantitativo contenuto, che riflette la disponibilità limitata di prodotto segnalata durante la manifestazione.

Anche il mercato ha risentito della situazione, con quotazioni indicate tra 200 e 350 euro all’etto per i cercatori, equivalenti a 2.000–3.500 euro al chilogrammo, fino a raggiungere i 500 euro all’etto al consumatore, pari a 5.000 euro al chilogrammo.

Valori importanti, che fotografano un mercato caratterizzato da offerta ridotta e prezzi sostenuti.

Il verdetto di Moncalvo: vince Sala, ma il protagonismo è dei tartufai

Il Tartufo d’Oro 2026 ha dunque il suo vincitore, ma la manifestazione ha messo in evidenza un’intera schiera di cercatori e operatori che, attraverso i propri esemplari, hanno contribuito a dare prestigio alla competizione.

Dai 285 grammi del solitario vincente di Adriano Sala alle selezioni presentate nelle categorie dei piatti, ogni riconoscimento racconta un diverso aspetto della ricerca e della valorizzazione del tartufo.

E mentre la Fiera Nazionale di Moncalvo si prepara al successivo appuntamento, il primo verdetto della 72ª edizione è ormai consegnato agli annali.

Adriano Sala e Leda sono i protagonisti del Tartufo d’Oro 2026.


Fonte: Vita Casalese, «Tartufo d’Oro assegnato ad Adriano Sala», 19 ottobre 2026. Elaborazione giornalistica a cura di Andare a Tartufi.

SCARICA “ANDARE A TARTUFI MAGAZINE” – È ONLINE IL NUMERO 1, AUTUNNO 2026

Nasce ufficialmente “andare a tartufi magazine”, il nuovo trimestrale digitale dedicato al mondo del tartufo, ai boschi, ai territori, ai cani e alle persone che vivono ogni giorno questo ambiente.

Dopo anni di articoli, notizie, approfondimenti e confronto diretto con tartufai e appassionati, abbiamo deciso di fare un passo diverso: raccogliere alcuni dei temi più importanti in una pubblicazione da leggere con calma, conservare e riprendere nel tempo.

Non una semplice raccolta di post.

Non un PDF riempito per fare numero.

Ma una vera rivista digitale, costruita attorno a pochi grandi argomenti.

Il cuore del primo numero

Il dossier principale del Numero 1 – Autunno 2026 è dedicato al tartufo bianco.

NON SI COLTIVA. SI CREA.

Il tartufo bianco e la verità che stiamo evitando

Da anni si parla della possibilità di coltivare il tartufo bianco. Ma forse il punto non è semplicemente “coltivarlo”.

La vera sfida è comprendere e ricreare le condizioni che permettono al bianco di svilupparsi: terreno, piante, acqua, microclima, gestione del bosco e soprattutto tempo.

Un approfondimento che prova a separare le promesse facili dalla realtà del territorio.

Gli altri temi del numero

Accanto al dossier centrale trovano spazio altri quattro grandi argomenti.

Il bosco che verrà
Come stanno cambiando i territori tartufigeni tra siccità, abbandono, incendi e trasformazioni climatiche.

Quanto vale davvero un tartufo?
Dal prezzo al cavatore fino al ristorante: qualità, pezzatura, mercato e formazione del valore.

Il cane prima del tartufo
Il rapporto tra tartufaio e cane oltre il semplice addestramento: fiducia, esperienza, istinto e responsabilità.

L’Italia sotterranea: Abruzzo
Il primo viaggio nei territori italiani del tartufo parte dall’Abruzzo, tra boschi, colline, tradizioni e luoghi meno conosciuti.

Una rivista interamente digitale

“andare a tartufi magazine” nasce come rivista digitale scaricabile, pensata per essere letta da smartphone, tablet, computer o stampata da chi preferisce ancora la carta.

L’obiettivo è semplice: rallentare.

Prendere un argomento importante e dedicargli lo spazio che spesso il web non concede più.

Perché il tartufo non è soltanto ciò che troviamo sotto terra.

È il bosco che lo rende possibile.

È il cane che lo cerca.

È la persona che lo riconosce.

È il territorio che lo custodisce.

SCARICA GRATIS IL NUMERO 1

👉 andare a tartufi Magazine

Lavoro nero alla Fiera del Tartufo: sospese quattro attività, sei lavoratori irregolari

Lavoro nero alla Fiera del Tartufo: sospese quattro attività, sei lavoratori irregolari

 

Controlli dell’Ispettorato del Lavoro di Rimini tra stand e ristorazione. Le imprese coinvolte hanno regolarizzato i dipendenti e versato le somme aggiuntive previste per riprendere l’attività.

 

RIMINI, 15 ottobre 2026 – Sei lavoratori in nero e quattro attività imprenditoriali sospese: è il bilancio dei controlli effettuati dagli ispettori del lavoro di Rimini domenica 11 ottobre, durante la Fiera Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato nell’entroterra riminese. I risultati sono stati resi noti oggi dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro. 

 

Le verifiche serali hanno interessato sei imprese tra stand e ristorazione. In quattro casi, i lavoratori senza regolare assunzione superavano il 10% dell’organico, facendo scattare la sospensione. Gli accertamenti hanno inoltre rilevato violazioni relative alla formazione e alla sorveglianza sanitaria. 

 

Per consentire la ripresa delle attività, i datori di lavoro hanno regolarizzato i dipendenti e pagato ciascuno una somma aggiuntiva fino a 2.500 euro, secondo quanto riferito dall’Ispettorato. I provvedimenti hanno riguardato esclusivamente le quattro imprese coinvolte, i cui nomi non sono stati resi pubblici nel comunicato. 

 

Fonte: Ispettorato Nazionale del Lavoro, comunicato del 15 ottobre 2026.

Quotazioni tartufo Uncinato

Quotazioni Tartufo Uncinato (Tuber Uncinatum ) – I prezzi sotto elencati sono indicativi e al chilo, calcolati in base alla media nazionale aggiornati al 12/10/26

Pezzature

Piccola Da 0 a 19 grammi
Media Da 20 a 49 grammi
Grande Da 50 a Salire

Prezzi al Cavatore

Forbice di prezzo per categorie di peso

Minima € 126*

Massima €380 **

* Minima = Da 0 a 19 grammi — ** Massima = Da 50 grammi a salire.

Partite miste

Medio-  Piccola

€ 192

Media – Grande

€ 317

Piccola – Grande

€ 255

Forbice di prezzo per pezzature miste

Minima €  223

Massima €   286

Prezzi al consumatore

Piccola

€  280

Media

€ 530

Grande

€ 800

I prezzi sopra elencati sono da considerarsi approssimativi e potrebbero variare anche nell’arco di 24 ore

Cercatore di tartufi disperso tra Rigopiano e Vado di Sole: ricerche in corso

Cercatore di tartufi disperso tra Rigopiano e Vado di Sole: ricerche in corso

Berardino Baiocco, 52 anni, risulta disperso da sabato nell’area montana di Farindola. Ritrovati i suoi cani e, secondo le ultime informazioni disponibili, anche il telefono cellulare.

Sono in corso da sabato 3 ottobre le ricerche di Berardino Baiocco, 52 anni, residente a Caporciano, in provincia dell’Aquila, del quale si sono perse le tracce durante un’uscita per la ricerca di tartufi.

L’uomo si trovava insieme a un compagno nell’area compresa tra Rigopiano e Vado di Sole, nel territorio comunale di Farindola, al confine tra le province di Pescara e L’Aquila. A un certo punto i due si sarebbero separati; non riuscendo più a rintracciare Baiocco, il compagno ha lanciato l’allarme.

Ritrovati i cani

  1. Le operazioni sono proseguite anche durante la notte e nella giornata di domenica 4 ottobre. Questa mattina sono stati ritrovati i due cani da tartufo che accompagnavano il 52enne.

ReteAbruzzo.com

Secondo quanto riportato da AbruzzoLive, nel corso delle ricerche sarebbe stato individuato anche il telefono cellulare dell’uomo. Al momento, tuttavia, di Baiocco non risultano ancora notizie.

Imponente la macchina dei soccorsi

La zona interessata dalle ricerche è particolarmente impervia. Sul territorio sono impegnate squadre del Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo, unità cinofile, Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, Carabinieri, Vigili del Fuoco e personale del 118.

Le operazioni vengono supportate anche dal Centro di Coordinamento Mobile del CNSAS e, nelle diverse fasi delle ricerche, sono stati impiegati mezzi aerei e droni.

Quotazioni Tartufo Bianco Pregiato

Quotazioni Tartufo Bianco Pregiato

Quotazioni Tartufo Bianco Pregiato (Tuber Magnatum Pico) – I prezzi sotto elencati sono indicativi e al chilo, calcolati in base alla media nazionale aggiornati al 01/10/26

Pezzature

Piccola Da 0 a 19 grammi
Media Da 20 a 49 grammi
Grande Da 50 a Salire

Prezzi al Cavatore

Forbice di prezzo per categorie di peso

Minima € 700*

Massima €2.100 **

* Minima = Da 0 a 19 grammi — ** Massima = Da 50 grammi a salire.

Partite miste

Medio-  Piccola

€ 1.050

Media – Grande

€ 1.750

Piccola – Grande

€ 1.400

Forbice di prezzo per pezzature miste

Minima €  1.225

Massima €   1.575

Prezzi al consumatore

Piccola

€  1.470

Media

€ 2.940

Grande

€ 4.400

I prezzi sopra elencati sono da considerarsi approssimativi e potrebbero variare anche nell’arco di 24 ore.

Come degustare il tartufo bianco: guida all’analisi sensoriale

Come degustare il tartufo bianco: guida all’analisi sensoriale

Il tartufo bianco pregiato, Tuber magnatum Pico, non si giudica soltanto dal profumo più o meno intenso.

Chi lavora professionalmente con il tartufo utilizza l’analisi sensoriale, cioè un metodo che prova a trasformare sensazioni apparentemente soggettive — odore, consistenza, aspetto — in osservazioni più ordinate e confrontabili.

Alla Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba vengono organizzate vere sessioni di analisi sensoriale condotte dai giudici esperti del Centro Nazionale Studi Tartufo. Durante gli incontri vengono utilizzati test olfattivi, esercizi pratici e specifiche schede di valutazione per imparare a riconoscere e descrivere le caratteristiche del Tuber magnatum. Fiera Tartufo Bianco Alba

Non è quindi semplicemente una questione di stabilire se un tartufo “piace” oppure no.

L’obiettivo è imparare ad osservarlo, sentirlo e descriverlo.

Prima dell’assaggio viene il tartufo

Una cosa può sorprendere chi affronta per la prima volta questo argomento: quando si parla di valutazione del tartufo fresco, la bocca non è necessariamente la protagonista.

Il tartufo bianco esprime gran parte della propria identità attraverso l’olfatto. Il suo aroma è estremamente complesso e deriva da numerose sostanze volatili; il Centro Nazionale Studi Tartufo cita, tra i composti caratteristici del Tuber magnatum, diverse molecole contenenti zolfo e sottolinea come l’aroma naturale sia composto da numerose sostanze odorose, non da una singola molecola. Tuber

Per questo una degustazione può iniziare dal tartufo intero e crudo, prima ancora che venga affettato su un piatto.

1. L’esame visivo

Prendiamo il tartufo in mano e osserviamolo con attenzione.

Il Tuber magnatum Pico presenta normalmente un peridio relativamente liscio, con tonalità che possono andare dal giallo pallido all’ocra, talvolta con sfumature rossastre o brune. La forma può essere globosa, ma anche appiattita e molto irregolare. Tuber

Non cerchiamo necessariamente il tartufo “perfettamente tondo”.

Forma e dimensione dipendono anche dalle condizioni nelle quali il corpo fruttifero si è sviluppato nel terreno.

Durante l’osservazione possiamo annotare:

  • forma;
  • regolarità;
  • colore del peridio;
  • presenza di abrasioni o lesioni;
  • stato generale di pulizia e conservazione.

Un tartufo destinato alla degustazione deve naturalmente presentarsi in buone condizioni.

2. L’esame tattile

A questo punto lo prendiamo delicatamente tra le dita.

Non dobbiamo schiacciarlo: è sufficiente esercitare una pressione molto leggera.

La consistenza può darci indicazioni importanti sullo stato del prodotto. Un esemplare molto molle, acquoso o deteriorato non offre le stesse condizioni di un tartufo integro e correttamente conservato.

Annotiamo quindi sensazioni come:

compatto – elastico – cedevole – eccessivamente morbido.

Già questo piccolo passaggio costringe a fare qualcosa che spesso dimentichiamo: non correre immediatamente al profumo.

3. L’esame olfattivo

Eccoci al cuore della prova.

Il tartufo può essere collocato per qualche minuto in un piccolo bicchiere o recipiente neutro coperto da un coperchio. In questo modo le sostanze volatili si concentrano nello spazio sovrastante.

Si rimuove quindi il coperchio e si inspira senza appoggiare necessariamente il tartufo direttamente al naso.

La prima domanda non dovrebbe essere:

“È buono?”

Ma:

“Che cosa percepisco?”

Questo cambia completamente l’esperienza.

Si può iniziare valutando tre aspetti:

Intensità – Quanto è evidente il profumo?

Complessità – È una sensazione semplice oppure emergono più note?

Persistenza – Quanto rimane la sensazione dopo avere allontanato il campione?

Successivamente possiamo provare a descrivere liberamente ciò che percepiamo.

Terra, vegetale, fermentazione, note agliacee, miele, fieno, fungo, spezie, formaggio: non bisogna avere paura di utilizzare associazioni personali.

Lo scopo dell’esercizio non è indovinare una parola “giusta”, ma allenare il naso a riconoscere differenze.

Ed è proprio qui che la degustazione diventa interessante.

Due tartufi della stessa specie possono produrre percezioni differenti.

4. Profumo intenso non significa automaticamente qualità superiore

Questo è probabilmente uno dei punti più importanti.

Un tartufo che invade immediatamente il naso non deve essere automaticamente considerato migliore di uno meno aggressivo.

Bisogna osservare la qualità complessiva del profilo aromatico.

Un aroma può essere intenso ma poco armonioso; un altro può essere inizialmente più discreto e rivelare invece una maggiore complessità.

Ed è proprio per evitare giudizi istintivi che nell’analisi sensoriale vengono utilizzate schede e criteri comuni.

Ad Alba il Centro Nazionale Studi Tartufo svolge attività di panel test, formazione di giudici e definizione dei profili aromatici delle principali specie. Tuber

5. Il confronto è molto più interessante del singolo tartufo

Provare un solo tartufo è istruttivo.

Provare tre tartufi contemporaneamente lo è molto di più.

Possiamo preparare tre recipienti identici e numerarli:

A – B – C

Meglio ancora se chi partecipa alla prova non conosce immediatamente provenienza, peso o prezzo dei campioni.

A quel punto ciascuno compila la propria scheda.

Qual è il più intenso?

Qual è il più complesso?

Quale mostra la maggiore persistenza?

Quale preferiamo?

E soprattutto:

il tartufo più costoso sarà necessariamente quello preferito dai partecipanti?

È qui che una semplice cena può trasformarsi in una piccola esperienza sensoriale.

6. Dal tartufo intero al piatto

Terminata l’analisi del prodotto fresco, possiamo infine utilizzarlo in cucina.

Per il tartufo bianco il Centro Nazionale Studi Tartufo consiglia il consumo crudo, lamellato, su preparazioni tendenzialmente neutre capaci di valorizzarne il profumo; tra gli esempi cita carne cruda, uovo, tajarin in bianco e fonduta. Tuber

Ed è qui che possiamo fare un secondo esperimento.

Valutiamo il tartufo nel recipiente.

Poi assaggiamolo su un alimento semplice.

La nostra classifica rimane la stessa?

Probabilmente non sempre.

L’interazione con grassi, temperatura e struttura del piatto modifica infatti la maniera nella quale percepiamo l’aroma.

Mettetevi alla prova

Non serve essere giudici professionisti per iniziare ad allenare i sensi.

Potete organizzare la prova:

a casa con alcuni amici, durante una serata di associazione, in una degustazione dedicata ai tartufi oppure direttamente nel vostro ristorante, consegnando una scheda a ciascun commensale.

Tre tartufi, tre recipienti numerati e una scheda.

Niente indicazioni sul prezzo.

Niente suggerimenti.

Solo naso, sensazioni e carta.

Alla fine confrontate i risultati.

Potreste scoprire che parlare di tartufo dopo averlo realmente osservato è molto diverso dal limitarsi a dire:

“Questo profuma di più.”

Scarica la scheda di degustazione

Per chi vuole provare l’esperienza, Andare a Tartufi mette a disposizione gratuitamente una scheda di analisi sensoriale del tartufo bianco, pensata per appassionati, associazioni e ristoratori.

Non vuole sostituire le schede professionali utilizzate dai giudici qualificati.

È uno strumento divulgativo per imparare a guardare, toccare, annusare, confrontare e soprattutto descrivere ciò che abbiamo davanti.

Perché il tartufo può essere mangiato in pochi minuti.

Imparare a sentirlo davvero richiede un po’ più di tempo.


Bracca, incendiata l’auto di un’anziana tartufaia 87enne: indagano i Carabinieri

Una bottiglia incendiaria è stata introdotta nell’abitacolo della vettura di una donna di 87 anni, conosciuta nel Bergamasco per la vendita di tartufi. L’episodio è avvenuto sabato 26 settembre a Bracca, in Val Serina. Sono in corso le indagini dei Carabinieri.

Un episodio inquietante arriva da Bracca, piccolo comune della provincia di Bergamo, dove nella serata di sabato 26 settembre è stata incendiata l’automobile di una donna di 87 anni, conosciuta sul territorio e anche nel capoluogo bergamasco per la vendita di tartufi.

Secondo quanto riportato dalla stampa locale, la vettura, una Fiat Panda, si trovava parcheggiata nei pressi dell’abitazione della donna. Intorno alle 21-21.30 qualcuno avrebbe infranto un finestrino e introdotto nell’abitacolo il contenuto di una bottiglia incendiaria, appiccando poi il fuoco. L’automobile è rimasta gravemente danneggiata. L’Eco di Bergamo

A dare l’allarme sarebbero stati alcuni residenti della zona.

La donna è una figura conosciuta anche a Bergamo: da tempo frequenta le vie del centro proponendo tartufi ai passanti. Proprio questa particolare attività l’ha resa una presenza familiare per molte persone, anche se, allo stato attuale, non esistono elementi pubblici che consentano di collegare l’incendio alla sua attività di venditrice o al mondo del tartufo. Bergamo News

Indagini in corso

Sul caso stanno lavorando i Carabinieri della stazione di Serina, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica e individuare il responsabile.

Particolare importanza potrebbero avere le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. La strada nella quale si trovava l’automobile sarebbe infatti a fondo chiuso e poco frequentata, circostanza che potrebbe facilitare la ricostruzione dei movimenti avvenuti quella sera. Bergamo News

Il sindaco di Bracca, Giacomo Gentili, ha condannato pubblicamente quanto accaduto. La stampa locale riferisce che la famiglia considera l’episodio un gesto intimidatorio, ma le ragioni dell’azione restano al momento sconosciute e saranno gli investigatori a doverle chiarire. Bergamo News

Un fatto che colpisce anche il mondo del tartufo

Al di là del movente, che non può e non deve essere anticipato rispetto alle indagini, la vicenda colpisce inevitabilmente anche chi vive quotidianamente il mondo del tartufo.

Dietro a quella definizione apparentemente semplice — “venditrice di tartufi” — c’è infatti una donna di 87 anni, conosciuta da tempo sul territorio, alla quale è stato distrutto un mezzo indispensabile per i propri spostamenti.

Qualunque siano le ragioni che emergeranno, incendiare deliberatamente l’automobile di una persona anziana rappresenta un episodio grave che merita di essere chiarito fino in fondo.

Saranno ora le indagini a stabilire chi abbia compiuto il gesto e soprattutto perché.

Fonti: L’Eco di Bergamo, 29 settembre 2026; BergamoNews, 28 settembre 2026.

SE FOSSI UN TARTUFO, QUALE SARESTI?

Bianco pregiato, nero pregiato, scorzone, uncinato, bianchetto, brumale o mesenterico?

Ogni tartufo ha un carattere.

C’è quello raro ed esigente, quello che si adatta quasi ovunque, quello discreto che preferisce rimanere nel bosco e quello che, appena arriva, si fa sentire.

Rispondi alle 10 domande senza pensarci troppo.

Alla fine scoprirai quale tartufo ti assomiglia di più.


1. Entri in un posto dove non conosci nessuno. Cosa succede?

A. Non faccio nulla per farmi notare. Prima o poi qualcuno interessante mi scoprirà.
B. Mi integro abbastanza facilmente.
C. Non parlo molto, ma osservo tutto.
D. La mia presenza si nota subito. Nel bene o nel male.


2. Quale frase ti descrive meglio?

A. Per dare il meglio devo trovarmi nell’ambiente giusto.
B. Mi adatto. Se cambia il terreno, cambio strategia.
C. Preferisco poche persone, ma buone.
D. Non cerco di piacere a tutti.


3. Come reagisci quando qualcuno non ti apprezza?

A. Pazienza. Non sono per tutti.
B. Cerco un punto d’incontro.
C. Mi chiudo un po’ e torno nel mio mondo.
D. Probabilmente il sentimento è reciproco.


4. Scegli il tuo ambiente ideale.

A. Una valle umida, tranquilla, quasi nascosta.
B. Una collina luminosa e aperta.
C. Un bosco fitto in autunno.
D. Un ambiente duro, freddo e invernale.


5. Qual è il tuo rapporto con l’eleganza?

A. Non devo dimostrare niente. La qualità si riconosce.
B. Mi piace essere elegante, ma senza esagerare.
C. Preferisco essere rustico e autentico.
D. Elegante? Io preferisco avere carattere.


6. Se fossi un profumo, come vorresti essere?

A. Complesso, inconfondibile e difficile da imitare.
B. Raffinato, profondo e armonioso.
C. Delicato, boschivo, da scoprire lentamente.
D. Forte, pungente: quando arrivo io, si sente.


7. Davanti a una difficoltà…

A. Se le condizioni non sono quelle giuste, preferisco aspettare.
B. Trovo quasi sempre il modo di cavarmela.
C. Tengo duro in silenzio.
D. Mi incazzo, reagisco e vado avanti.


8. Come ti descriverebbero gli amici?

A. Selettivo.
B. Affidabile.
C. Tranquillo e un po’ misterioso.
D. Un personaggio.


9. Cosa preferisci?

A. Essere raro.
B. Essere apprezzato da molti.
C. Essere scoperto da chi sa cercare.
D. Essere ricordato.


10. Ultima domanda. Quale frase senti più tua?

A. «Non mi trovi ovunque.»
B. «So stare bene in molti posti.»
C. «Bisogna conoscermi con calma.»
D. «O mi ami o mi odi.»


CALCOLA IL RISULTATO

Assegna un punto al tartufo indicato per ogni risposta.

Domanda A B C D
1 Bianco Scorzone Uncinato Bianchetto
2 Bianco Scorzone Uncinato Mesenterico
3 Bianchetto Nero pregiato Uncinato Mesenterico
4 Bianco Nero pregiato Uncinato Brumale
5 Bianco Nero pregiato Brumale Bianchetto
6 Bianco Nero pregiato Uncinato Bianchetto
7 Nero pregiato Scorzone Brumale Mesenterico
8 Bianco Nero pregiato Uncinato Mesenterico
9 Bianco Scorzone Uncinato Bianchetto
10 Bianco Scorzone Brumale Mesenterico

Il tartufo con più punti è il tuo.

In caso di parità, leggi entrambi i profili: probabilmente hai trovato il tuo incrocio tartufigeno.


🤍 TARTUFO BIANCO PREGIATO

Il selettivo

Non sei una persona che riesce a stare bene ovunque e con chiunque.

Hai bisogno dell’ambiente giusto, delle persone giuste e delle condizioni giuste per esprimere completamente quello che sei.

Questo può farti sembrare esigente.

In realtà sei semplicemente selettivo.

Non hai bisogno di attirare continuamente l’attenzione: preferisci che il tuo valore venga scoperto.

E quando succede, difficilmente passi inosservato.

Il tuo motto:
«Non devo piacere a tutti. Devo essere trovato da chi sa cercare.»


🖤 TARTUFO NERO PREGIATO

L’elegante concreto

Hai carattere, ma non hai bisogno di urlarlo.

Sei strutturato, affidabile e probabilmente molto più concreto di quanto sembri.

Ti piace la qualità, apprezzi le cose fatte bene e difficilmente insegui quello che è soltanto appariscente.

Se il Bianco è imprevedibile, tu preferisci avere solide fondamenta.

Hai eleganza, ma con i piedi per terra.

Il tuo motto:
«La classe non ha bisogno di fare rumore.»


☀️ TARTUFO ESTIVO – SCORZONE

L’adattabile

Metterti in difficoltà non è semplice.

Se cambia l’ambiente, trovi una soluzione.
Se cambiano le persone, capisci come muoverti.
Se qualcosa va storto, riparti.

Non significa che tu non abbia carattere.

Significa che possiedi una qualità enorme: l’adattabilità.

Forse qualcuno inizialmente ti sottovaluta perché non senti il bisogno di atteggiarti a rarità assoluta.

Errore.

La tua forza è riuscire a stare bene dove altri farebbero molta più fatica.

Il tuo motto:
«Datemi un terreno e vediamo cosa riesco a farci.»


🍂 TARTUFO UNCINATO

Il boschivo

Sei quello che bisogna conoscere lentamente.

Non ami necessariamente stare al centro della scena e spesso preferisci ambienti raccolti, persone fidate e conversazioni vere.

All’esterno puoi sembrare riservato.

Ma chi supera quella prima corteccia trova molto di più.

Sei autunnale anche nel carattere: riflessivo, profondo, amante delle atmosfere e poco interessato al caos.

Il tuo motto:
«Non sono nascosto. Devi soltanto sapere dove cercarmi.»


🧄 TARTUFO BIANCHETTO

Il pungente

Diciamo subito una cosa:

tu arrivi prima ancora di presentarti.

Hai una personalità intensa, diretta e probabilmente un carattere che ogni tanto punge.

Il bianchetto sviluppa un aroma caratteristico che può assumere marcate note agliacee: non è certamente una presenza anonima.

E tu gli assomigli.

Non sei necessariamente difficile: semplicemente non sei diluito.

Chi ti apprezza, ti apprezza proprio per questo.

Chi cerca qualcosa di neutro probabilmente deve guardare altrove.

Il tuo motto:
«Preferisco lasciare il segno piuttosto che passare inosservato.»


❄️ TARTUFO BRUMALE

Il resistente

Non hai bisogno delle condizioni perfette per andare avanti.

Sei rustico, resistente e probabilmente hai imparato più dalle difficoltà che dalle situazioni comode.

Come il tartufo invernale, non temi troppo le stagioni dure.

Puoi essere meno appariscente di altri, ma spesso sei quello che rimane quando gli altri mollano.

Non cerchi necessariamente il prestigio.

Preferisci la sostanza.

Il tuo motto:
«Quando arriva l’inverno, io sono ancora qui.»


⚫ TARTUFO MESENTERICO

Il burbero

Eccoci.

Probabilmente questo risultato lo ottengono in pochi. E forse è meglio così.

Hai un carattere forte, particolare e divisivo.

Il mesenterico possiede un aroma intensissimo, con caratteristiche feniche che possono ricordare iodio, catrame e note molto penetranti.

Traduzione umana?

Non sei esattamente acqua fresca.

Puoi risultare burbero, spigoloso o difficile al primo impatto.

Ma hai anche un pregio enorme: non fingi di essere quello che non sei.

E chi impara ad apprezzarti difficilmente ti confonde con qualcun altro.

Non sei per tutti.

E probabilmente ne vai anche un po’ fiero.

Il tuo motto:
«Se devi capirmi in cinque minuti, abbiamo già un problema.»


E TU, CHE TARTUFO SEI?

Scrivilo nei commenti e confronta il risultato con quello degli altri.

E soprattutto…

sei d’accordo con il test o il tartufo ti ha completamente frainteso? 🍄

Fasi lunari Ottobre 2026

Ottobre 2026 entra nel vivo della stagione autunnale e, come ogni mese, anche le fasi lunari accompagnano le uscite di chi frequenta boschi e tartufaie.

Nel calendario abbiamo evidenziato i principali passaggi della Luna e alcune giornate consigliate per organizzare la cerca nel corso del mese. Si tratta di indicazioni orientative, da leggere sempre insieme alle condizioni reali del territorio: piogge, umidità, temperature e andamento stagionale restano infatti determinanti.

Ottobre si presenta con ultimo quarto il 3, luna nuova il 10, primo quarto il 18 e luna piena il 26 ottobre.

LUN MAR MER GIO VEN SAB DOM
1 2 3 🌗 4 🧺
5 6 7 8 9 🧺 10 🌑 11
12 13 14 🧺 15 16 17 18 🌓
19 🧺 20 21 22 23 24 🧺 25
26 🌕 27 28 29 🧺 30 31

I giorni evidenziati nel calendario possono quindi rappresentare un utile riferimento per programmare le proprie uscite, senza dimenticare che ogni zona tartufigena ha tempi e risposte differenti