Il segreto dei vecchi tartufai: perché conviene partire dalla solagna
Chi ha imparato il bosco dai vecchi tartufai lo sa bene:
non si entra nel bosco cercando a caso.
In Abruzzo esiste una parola che i cercatori conoscono bene: la solagna.
In dialetto suona più o meno “la sulagne”.
Con questo termine si indicano le zone del bosco più esposte al sole, i versanti o i punti dove la luce arriva prima durante la giornata.
Sono luoghi che si scaldano prima.
E spesso sono anche i primi a “svegliarsi”.
Non vale solo per i tartufi.
Molti prodotti spontanei della terra iniziano a comparire proprio lì: asparagi selvatici, erbe di campo, frutti del bosco.
Anche per quanto riguarda il tartufo, soprattutto lo scorzone estivo, molti tartufai iniziano a guardare proprio in queste zone.
Non è una regola assoluta, ma è uno di quei ragionamenti che vengono dall’esperienza.
Il motivo è abbastanza semplice.
Il tartufo è considerato una specie termofila, cioè predilige terreni che riescono a scaldarsi durante la giornata.
Nelle zone più esposte al sole:
- il terreno accumula più calore
- l’attività biologica del suolo aumenta
- il microclima diventa spesso più favorevole allo sviluppo del micelio
Per questo motivo i versanti esposti al sole tendono ad anticipare la nascita di molti prodotti spontanei del bosco.
È un fenomeno che chi vive la natura nota facilmente:
dove arriva prima il sole, spesso la stagione parte prima.
L’altra faccia del bosco: l’ombrìa
Se da una parte c’è la solagna, dall’altra esiste spesso il suo opposto: l’ombrìa.
Con questo termine molti contadini indicavano le zone più fresche e ombreggiate del bosco, spesso i versanti esposti a nord o quelli dove il sole arriva poco durante la giornata.
Tra queste due parti del bosco c’è quasi sempre una differenza:
- la solagna si scalda prima
- l’ombrìa conserva più a lungo umidità e freschezza
Per questo motivo, all’inizio della stagione, molti cercatori preferiscono partire dalle zone più esposte al sole.
Con il passare delle settimane, invece, può diventare interessante controllare anche le parti più fresche del bosco.
I vecchi tartufai magari non parlavano di microclima o di specie termofile.
Dicevano semplicemente:
“Parti dalla solagna.”
E molto spesso avevano ragione.
Perché il tartufaio non cerca soltanto tartufi.
Prima di tutto impara a leggere il bosco.

