Istria – Droni nei Boschi contro i Tartufai Abusivi

DRONI NEI BOSCHI CONTRO I TARTUFAI ABUSIVI: L’ISTRIA ALZA IL LIVELLO DEI CONTROLLI

Dalle richieste di intervento avanzate dai tartufai locali ai primi controlli tecnologici sul territorio. In Istria, con l’apertura della stagione 2026 del tartufo bianco pregiato, la lotta alla raccolta abusiva entra in una nuova fase: per sorvegliare i boschi saranno impiegati anche i droni.

La notizia arriva dal Bosco di Montona, cuore della produzione istriana di Tuber magnatum Pico e uno degli habitat tartufigeni più importanti e delicati dell’intera penisola.

Non si tratta, naturalmente, di droni capaci di trovare i tartufi. Questi mezzi serviranno a controllare dall’alto gli accessi e gli spostamenti all’interno delle aree boschive, individuando persone e veicoli sospetti e consentendo alle pattuglie di intervenire anche nei punti più difficili da raggiungere.

OLTRE MILLE LICENZE REGOLARI

Secondo quanto riportato dalla stampa locale, per la nuova stagione sono state rilasciate oltre mille licenze regolari.

Un numero che dimostra quanto la cerca del tartufo rappresenti, in Istria, non soltanto una tradizione, ma anche un’attività economica capace di sostenere numerose famiglie e intere comunità rurali.

Accanto ai raccoglitori autorizzati, tuttavia, negli ultimi anni sarebbe cresciuta la presenza di gruppi organizzati che entrano nei boschi per raccogliere tartufi fuori dalle regole.

Le accuse avanzate dall’associazione dei tartufai “Istra” sono precise:

– raccolta effettuata anche durante la notte;

– buche lasciate aperte dopo l’estrazione;

– scavi condotti senza attenzione per le radici e il terreno;

– presenza di raccoglitori stranieri ingaggiati da intermediari;

– trasporto clandestino dei tartufi fuori dalla Croazia.

Il problema, quindi, non riguarda semplicemente chi raccoglie senza aver pagato un permesso. Dietro alcune presenze abusive potrebbe nascondersi una vera organizzazione commerciale parallela.

UNA BATTAGLIA INIZIATA DA TEMPO

L’introduzione dei droni non rappresenta un provvedimento isolato.

Già tra il 2024 e il 2025 i tartufai istriani avevano denunciato la crescente pressione esercitata sul Bosco di Montona. Il presidente dell’associazione “Istra”, Darko Muzica, aveva chiesto alle istituzioni croate controlli più incisivi e regole più severe nei confronti di chi arrivava dall’estero per effettuare una raccolta intensiva e irrispettosa dell’ambiente.

Nel marzo 2026 avevamo raccontato anche gli incontri avvenuti tra i rappresentanti dei tartufai, il Ministero dell’Agricoltura, l’Ispettorato e gli enti forestali croati.

Allora si parlava ancora di possibili nuove regole, di una distinzione più netta tra raccolta amatoriale e commerciale e di un rafforzamento della vigilanza.

Oggi almeno una parte di quella discussione sembra essersi trasformata in controllo concreto.

A marzo era un’ipotesi. A settembre i droni sono arrivati nei boschi.

NON SOLTANTO TARTUFI DA DIFENDERE

Il Bosco di Montona, conosciuto storicamente anche come Bosco di San Marco, è uno degli ultimi boschi alluvionali mediterranei caratterizzati dalla presenza di farnie, frassini meridionali e olmi.

La sua superficie boschiva, secondo i dati riportati dalla stampa istriana, è oggi ridotta a circa 994 ettari. All’interno di questo ambiente vive e si riproduce il tartufo bianco pregiato, grazie a un equilibrio delicato tra terreno, acqua, vegetazione e apparati radicali.

Scavare in maniera indiscriminata, non ricoprire le buche e calpestare ripetutamente le stesse zone non significa soltanto sottrarre prodotto agli altri raccoglitori. Significa danneggiare le condizioni che permetteranno al tartufo di continuare a formarsi negli anni successivi.

Per questa ragione i controlli vengono presentati soprattutto come una misura di tutela dell’habitat.

COSA POSSONO FARE REALMENTE I DRONI

Il titolo della notizia può far pensare a una sorta di caccia automatizzata al tartufaio abusivo. La realtà è più semplice, ma non per questo meno importante.

Un drone può:

– sorvegliare rapidamente ampie porzioni di territorio;

– raggiungere visivamente aree difficili da controllare a piedi;

– individuare accessi e movimenti anomali;

– documentare situazioni potenzialmente irregolari;

– guidare il personale incaricato dei controlli verso il luogo interessato.

Resta comunque necessario l’intervento degli operatori a terra per identificare le persone, verificare i permessi e accertare eventuali violazioni.

Al momento non risultano pubblicamente specificati il numero dei droni impiegati, la frequenza dei voli e le modalità operative della sorveglianza. Sarebbe quindi prematuro parlare di un controllo permanente o completamente automatizzato dell’intero territorio istriano.

La direzione intrapresa, però, è evidente.

LA CROAZIA TRATTA IL TARTUFO COME UNA RISORSA TERRITORIALE

Il punto più interessante della vicenda non è il drone in sé.

È la scelta di considerare il tartufo una risorsa territoriale da proteggere attraverso permessi, vigilanza, organizzazione della raccolta e controllo della filiera.

Il tartufo non viene difeso soltanto quando arriva al mercato. Viene difeso nel bosco, prima ancora di essere raccolto.

In Italia esistono patentini, calendari e norme regionali, ma il controllo effettivo delle vaste aree tartufigene rimane spesso difficile. L’esperienza istriana dimostra che le nuove tecnologie possono diventare uno strumento utile, purché vengano impiegate nel rispetto delle regole aeronautiche, ambientali e della privacy.

Non elimineranno da sole l’abusivismo, ma possono rendere molto più rischioso entrare in un bosco pensando di agire senza essere visti.

Perché il tartufo non è una risorsa infinita. E proteggerlo significa tutelare contemporaneamente il bosco, il lavoro dei raccoglitori regolari e il futuro economico di un intero territorio.

FONTI

Il Piccolo, “Stagione dei tartufi al via: anche i droni per scovare i raccoglitori abusivi in Istria”, 8 settembre 2026.

La Voce del Popolo, “Bosco di Montona, due allarmi: tartufi e frassini in deperimento”, 2 febbraio 2025.

Andare a Tartufi, “Il tartufo non si ruba, si perde: la Croazia si muove mentre l’Italia guarda”, 20 marzo 2026.

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