Premiate Quella Caciola! Disprezzarla potrebbe essere un Errore
La caciola non vale nulla, non si vende e distrae il cane dalla cerca dei tartufi pregiati. Per molti tartufai la conclusione è immediata: quando il cane ne trova una, non deve essere premiato.
Il ragionamento sembra logico, ma considera soltanto il valore commerciale del ritrovamento. Dimentica completamente il cane.
Il nostro compagno di cerca non conosce il prezzo del tartufo bianco, dell’uncinato o dello scorzone. Non distingue un prodotto commerciabile da una “matta”. Il cane percepisce un odore nel terreno, lo segue, individua il punto e comunica al conduttore di aver trovato qualcosa.
Dal suo punto di vista, ha svolto correttamente il proprio lavoro.
IL CANE NON CONOSCE IL LISTINO DEI TARTUFI
Quando il cane segnala una caciola e il tartufaio manifesta fastidio, interrompe lo scavo o si allontana senza riconoscere il ritrovamento, rischia di creare un’incomprensione.
Questo pericolo aumenta durante le stagioni povere, quando le uscite si susseguono senza trovare tartufi pregiati. Il cane lavora, esplora, controlla gli odori, ma non riesce quasi mai a completare la sequenza sulla quale è stata costruita la sua motivazione:
odore, segnalazione, scavo, ritrovamento e gratificazione.
Numerose uscite a vuoto possono diminuire entusiasmo e sicurezza, soprattutto nei soggetti giovani o meno esperti. Se persino i pochi ritrovamenti vengono accolti con freddezza o frustrazione, il cane potrebbe non capire più quali iniziative siano apprezzate dal conduttore.
La caciola, in questi momenti, può avere un valore che non si misura in euro: permette alla coppia di continuare a comunicare.
UN PREMIO NON TRASFORMA LA CACIOLA IN UN TARTUFO PREGIATO
Premiare il cane non significa attribuire alla caciola un valore che non possiede. Significa riconoscere un comportamento corretto.
Il cane ha intercettato un odore sotterraneo, lo ha localizzato e lo ha segnalato. Sgridarlo sarebbe ingiusto; mostrare delusione potrebbe essere controproducente. Una gratificazione misurata, invece, mantiene vivo il piacere della cerca.
Naturalmente, non bisogna cadere nell’eccesso opposto.
Se ogni caciola viene celebrata come un magnifico tartufo bianco, il cane potrebbe imparare a preferire l’odore che trova più facilmente e che gli garantisce più ricompense. Il problema non è quindi premiare o non premiare: è stabilire quanto, quando e per quanto tempo.
La specie desiderata deve ricevere una gratificazione più intensa. La caciola può essere riconosciuta con un premio più contenuto, una carezza o un breve momento di approvazione.
Il messaggio deve essere chiaro:
“Hai lavorato bene, ma continuiamo a cercare.”
QUANDO LE CACIOLE SONO TROPPE, SI CAMBIA PASTURA
L’equilibrio non consiste nel restare per ore in una pastura piena di caciole, premiandone decine una dopo l’altra.
Se i ritrovamenti diventano numerosi, la scelta più intelligente è cambiare zona. In questo modo non si mortifica il cane, ma nemmeno lo si abitua a cercare prevalentemente una specie priva d’interesse commerciale.
Con cuccioli e cuccioloni bisogna essere ancora più prudenti. Un cane giovane costruisce rapidamente le proprie preferenze sulla base delle esperienze vissute e delle gratificazioni ricevute. Se trova soltanto caciole e viene premiato continuamente, quell’odore potrebbe diventare il suo riferimento principale.
Per loro, dunque, la misura deve essere più corta: qualche ritrovamento può essere gratificato per sostenere entusiasmo e comunicazione, dopodiché si cambia pastura.
Non bisogna scoraggiare il cane. Bisogna guidarne l’esperienza.
LA CACIOLA È ANCHE UN MESSAGGIO DEL TERRENO
Una gettata abbondante di caciole non rappresenta soltanto un disturbo. Dimostra che sotto quel terreno esiste attività fungina e che determinate condizioni hanno favorito la produzione.
Questo non significa che nello stesso punto nasceranno certamente altre specie. Ogni tartufo possiede esigenze ecologiche e periodi di maturazione differenti. Tuttavia, una pastura attiva merita di essere osservata, ricordata e visitata nuovamente.
Il tartufaio esperto non guarda soltanto ciò che può vendere oggi. Legge il terreno, registra i cambiamenti e conserva informazioni utili per le settimane successive.
La caciola può quindi svolgere una doppia funzione: mantenere viva la motivazione del cane e segnalare una zona biologicamente interessante.
VIVA LA CACIOLA, MA CON INTELLIGENZA
La caciola non diventerà pregiata e non farà felice il commerciante. Eppure può evitare che un’uscita completamente vuota diventi un’esperienza negativa per il cane. Può rafforzare la comunicazione con il conduttore e offrire un’indicazione sulle condizioni della pastura.
Non merita né entusiasmo smisurato né disprezzo.
Merita equilibrio.

