Intervista a Luigi Di Bacco Il Tartufo non è una corsa all’oro È una scelta di vita
Ci sono persone che imparano un mestiere.
E poi ci sono persone che crescono dentro una vocazione.
Luigi Di Bacco appartiene a questa seconda categoria.
Da una vita cammina nel bosco accanto ai cani, ascolta i loro silenzi, ne rispetta i tempi, ne riconosce lo sguardo prima ancora del fiuto.
Non addestra per dominare, ma per accompagnare.
Non cerca scorciatoie: custodisce un sapere antico fatto di pazienza, fiducia e rispetto.
Chi è Luigi Di Bacco?
Chi sei e da quanto tempo ti occupi di cani da tartufo?
“Sono un educatore cinofilo Fidasc e tecnico Opes.
Mi occupo di cani da tartufo da una vita.
Il mio primo cane era un Breton. Io avevo dodici anni.”
Tecnica o rapporto?
Cosa conta davvero per formare un buon cane da tartufo?
“Il rapporto è fondamentale, ma non fa miracoli.
Servono anche le doti naturali del cane e il lavoro sul riporto.”
Commento Andare a Tartufi:
L’affetto è la base, ma il talento e la tecnica fanno nascere il vero cane da tartufo.
Qual è l’errore più grande che vedi fare?
“Perdere di vista l’aspetto affettivo e il rispetto per l’animale che ci accompagna.”
“All’uomo sapiente, il cane ha sempre dato tutto.
Noi gli abbiamo dato quello che rimane: il tempo che rimane, il cibo che rimane, il posto che rimane.”
Commento Andare a Tartufi:
Questa non è una risposta. È una lezione di vita.
C’è un mito da sfatare?
“Che il cane si ciberebbe di tartufi per addestrarlo.”
Esiste una razza perfetta?
“Ogni razza ha fenomeni, buoni soggetti e soggetti non portati.”
Non esiste il cane perfetto. Esiste il cane giusto.
Ricordi il primo tartufo trovato?
“Un nero pregiato, alla cava di Pappone.”
Ci sono ritrovamenti che restano nella memoria per sempre.
Cosa è cambiato nel tempo?
“Sta crescendo il rispetto per il cane, anche se ci sono ancora molti fossilizzati.”
Il futuro va avanti. Il rispetto, lentamente, torna.
Che consiglio daresti a chi vuole iniziare oggi?
“Valutate prima la passione, non l’aspetto economico.”
Chi entra per i soldi, spesso esce presto. Chi entra per passione, resta.
Cos’è davvero andare a tartufi?
“È la passione più bella del mondo, per chi ha la predisposizione alla cinofilia e al bosco.”
Non è un hobby. È una vocazione.
Chi va a tartufi può scegliere due strade.
Quella di chi corre.
E quella di chi cammina.
Luigi Di Bacco cammina.
Accanto ai cani. Dentro il bosco.
Senza fretta. Con rispetto.
Perché il tartufo, prima di essere trovato, va meritato.
E chi lo cerca solo per denaro , spesso non lo incontra mai davvero.
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